Maltempo, i danni nelle campagna lombarde

L’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta a metà maggio sulla Lombardia ha provocato nelle campagne danni stimati per almeno 2,5 milioni di euro. E’ quanto emerge da un bilancio della Coldiretti regionale in base alle segnalazioni dei tecnici impegnati sui territori.

Tra le aree più colpite la provincia di Brescia, dove pioggia e forte vento hanno allagato campi, sradicato alberi, compromesso terreni per l’alimentazione degli animali, scoperchiato stalle e strutture, mentre la grandine è caduta su vigneti,  cereali e ortaggi con la perdita di decine di ettari di colture in pieno campo e in serra. Guai anche nel Bergamasco e in provincia di Cremona, dove sono stati colpiti mais, frumento, orzo e piante da vivaio, oltre a sollevare tetti degli allevamenti. Nel Mantovano danni sulle pere non protette dalla reti e sui meloni fuori serra, oltre che su zucche e fragole.

Nel Milanese, i chicchi di ghiaccio hanno tritato orzo, frumento, mais e ortaggi, mentre la furia del vento ha abbattuto numerosi alberi: la zona più colpita è quella a ovest del capoluogo. Tra Como, Lecco e Varese centrati piccoli frutti, piantine da poco seminate e strutture in pieno campo, mentre a Pavia la tempesta ha interessato solo le aree rurali intorno alla città.

Le campagne sono state colpite in un momento particolarmente delicato con le semine, gli ortaggi e le piante che iniziano a dare i primi frutti. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

Il risultato è un calo atteso dell’offerta di prodotti. In queste condizioni, per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. In un momento di grande difficoltà si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma.

 

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