Aglio, un antibiotico naturale

Alcuni studi hanno evidenziato che chi fa maggiore uso di aglio risulta protetto nei confronti di alcuni tipi di tumore all’intestino, ma è probabile che l’aglio in questo senso funzioni nel contesto di una dieta equilibrata e sana, piuttosto che come unico responsabile di un’efficace prevenzione. Lo stesso National Cancer Institute americano riconosce che l’aglio, insieme a molti altri vegetali (pensiamo alle crucifere, tanto per citare una categoria con effetti anticancro riconosciuti), possieda potenziali proprietà preventive nei confronti dello sviluppo di tumori, ma non lo raccomanda come unico e specifico integratore alimentare. L’aglio ha ricevuto negli anni notevole attenzione in merito ai suoi possibili effetti benefici per l’apparato cardiovascolare, in particolare per la riduzione della pressione sanguigna e dei livelli di colesterolo, entrambi considerati importanti fattori di rischio. Inoltre sembra che l’aglio agisca anche come antiaggregante piastrinico, riducendo il rischio di formazione di trombi.

Diversi studi analizzati in una revisione pubblicata nel 2016 mostrano come l’utilizzo di aglio come integratore alimentare sia in grado di ridurre sia la pressione sistolica (di 7–16 mm Hg) che quella diastolica (di 5–9 mm Hg) e riduca il colesterolo totale fino a 29.8 mg/dL. I risultati più significativi sono stati ottenuti utilizzando un estratto di aglio invecchiato, che ha come vantaggio quello di essere inodore e maggiormente digeribile, grazie al ridotto contenuto di allicina.

In uno studio precedente si era visto come il consumo di 3 g di aglio fresco al giorno per 4 mesi diminuisse il colesterolo del 21%. Poiché non si erano evidenziati miglioramenti prima di 4 settimane, si suppone che ci sia un tempo minimo necessario di trattamento prima che si manifesti l’effetto terapeutico. Il limite di tutti questi studi è che si sviluppano per un arco di tempo relativamente breve, che non permette di valutare gli effetti a lungo termine.

Per completezza di informazione riportiamo la posizione del National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH) – agenzia governativa degli Stati Uniti – che si mantiene prudente soprattutto sugli effetti ipolipidemizzanti dell’aglio: secondo alcuni studi, infatti, pare che tale effetto si limiti al colesterolo totale e non al cosiddetto colesterolo “cattivo”, ossia l’LDL.

Perchè l’aglio riduce la pressione? Perché nell’aglio esistono almeno un centinaio di sostanze volatili e non volatili contenenti zolfo e responsabili dell’attività biologica: tra questi i principali sono

  • la S-allilcisteina,
  • l’ajoene,
  • l’allicina.

I meccanismi attraverso i quali l’aglio ridurrebbe la pressione sanguigna sono essenzialmente due:

  1. Vasodilatazione tramite aumento dei livelli di monossido di azoto (NO), e di solfuro di idrogeno (H2S), due potenti vasodilatatori endogeni.
  2. Inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, un meccanismo ormonale che regola la pressione sanguigna e il tono della muscolatura arteriosa.

Lo stesso effetto non si è verificato assumendo la stessa quantità di aglio cotto, probabilmente per inattivazione, da parte del calore, dei principi attivi responsabili dell’effetto biologico.

 

A cura di Giorgio e Cinzia Myriam Calabrese

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