Le patate, alleate della linea

Le patate sono tuberi e sono ricchi di amido, ma hanno meno calore rispetto ai cereali e ai loro derivati (soprattutto secchi). Contengono inoltre ottimi livelli di vitamina C. In molti scelgono di escludere le patate dalla dieta a causa delle loro calorie ma in realtà, mantenendo la stessa porzione, questi alimenti contribuiscono a diminuire sensibilmente il bilancio calorico generale.

Le patate possono anche essere usate come contorno senza alterare significativamente il bilancio energetico associandole, per esempio, alle pietanze a base di uova e pesce magrissimo. Le fibre sono abbondanti e non contengono glutine, lattosio e istamina. Tra le vitamine, oltre alla C, si apprezzano buoni livelli di acido folico (che tuttavia vengono quasi totalmente perduti con la cottura), provitamina A o carotenoidi (soprattutto quelle a pasta rossa) e niacina (vit. B3). Per quel che concerne i  minerali, buone le concentrazioni di potassio e zinco.

Le patate si prestano a qualunque regime nutrizionale, anche se in occidente vengono spesso utilizzate come ingrediente di ricette ipercaloriche, delle quali peraltro si tende ad abusare sia in termini di porzione che di frequenza di consumo. Le patate infatti, per la loro gradevolezza, tendono a sostituire la consuetudinaria porzione di verdura. Grosse e frequenti porzioni di patate sono da evitare nel diabetico di tipo 2 e dell’ipertrigliceridemico; soprattutto cucinate con abbondanti grassi, andrebbero eliminate nel regime nutrizionale dimagrante contro l’obesità.

A causa della loro tendenza a fermentare, le patate sono controindicate negli stati di dilatazione gastrica ma piccole porzioni di patate lesse vengono tollerate in caso di gastrite e ulcera gastrica. Favoriscono la formazione e l’espulsione di feci di media consistenza, non troppo solide e aspetto utile in caso di stipsi e disturbi correlati come le emorroidi e le ragadi anali. Un etto di patate forniscono 77 Kcal. e si sposano coi pomodorini ricchi di antiossidanti fra cui il licopene, e ambedue sono ricchi di potassio, diuretico e utili al muscolo cardiaco e al fegato. Gli gnocchi di patate sono un buon primo piatto e riempiono e appagano il palato per cui è più semplice digerirli ma non fanno aumentare di peso, tranne che non si esageri nella quantità.

Uno studio condotto dalla University of Scranton, in Pennsylvania (USA), ha scoperto che mangiare 6-8 piccole patate viola, ricche di antiossidanti, due volte al giorno non provoca l’aumento di peso e può aiutare nel ridurre la pressione sanguignail rischio di malattie cardiache e ictus, tra i soggetti in sovrappeso e con ipertensione. I valori nutrizionali possono essere leggermente differenti a seconda delle varietà di patate, bianche o rosse.

Il problema giunge quando le patate vengono fritte in olio o burro o aggiunte in preparazioni elaborate con panna, formaggio e altri ingredienti grassi. Ciò aumenta notevolmente il contenuto di grassi, sodio e calorie. Le patate sono degli alimenti con alto indice glicemico (IG), cioè sono in grado di innalzare i livelli postprandiali di insulina nel sangue. Tuttavia l’IG è un valore che da solo non può illustrare tutti gli effetti sulla nostra salute di un alimento. Un recente studio della Jean Mayer USDA Human Nutrition research center on aging, Tuft University di Boston ha riscontrato infatti che c’è una sostanziale variabilità nelle risposte individuali alle determinazioni del valore di IG e per questo la sua utilità in termini di guida nella scelta alimentare sarebbe piuttosto limitata.

A cura di Giorgio e Cinzia Myriam Calabrese

I commenti sono chiusi.

Esplora